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martedì 8 febbraio 2011

Nasce apamsport, il canale You Tube dell'apams!



E' nato apamsport su You Tube, il canale dell'apams dedicato alla condivisione di video per la nostra community ( http://www.youtube.com/user/apamsport?feature=mhum ).
Ieri è stato pubblicato il primo video che ripercorreva le tappe della 1^ Capri Dynamica Ratiopharm del 23 ottobre 2010, l'evento che aveva visto la partecipazione dell'apams come partner.
Nei prossimi giorni utilizzeremo questo canale per rendervi partecipi di tutte le nostre iniziative, per riporcorrere le tappe più importanti dell'attività della nostra associazione e soprattutto per illustrarvi i nostri servizi sportivi e il nostro modo di lavorare con l'atleta del tutto innovativo.
Tutti voi potete decidere di iscrivervi al canale e commentare il nostro materiale che avrà anche una funzione formativa.
Inoltre, per chiunque voglia segnalarci materiale utile oppure voglia contribure all'implementazione della nostra community saremo ben lieti di ascoltarvi. Potete contattarci al nostro indirizzo mail: info@apams.eu
Siamo pronti a condividere con voi la passione per lo sport! e voi?

Valentina Capezzuto

lunedì 20 dicembre 2010

Il calcio a modo loro!



Mi chiedo qualche volta, quando vedo il calcio oggi come si è trasformato, se sono un fortunato o uno sfortunato. Avevo 6 anni quando tanti ragazzotti con la maglia azzura nell' 86 festeggiavano il loro primo scudetto del Napoli, ed io per le strade, tutto in tinta con il resto della città, del mare e del cielo, urlavo e festeggiavo qualcosa che appena comprendevo.

Ricordo il fermento della gente, le trasmissioni tv e che da tutta Italia, sembrava che un miracolo si fosse compiuto: certo era solo una sensazione, ma era bella!

Ricordo ad uno ad uno i volti di tutti quei ragazzi che in tutto quel campionato erano riusciti a vincere su tutti i campi d'Italia e che insieme a quel GENIO credevano ogni giorno di potercela fare.

Ricordo negli anni successivi che quello che poi mi ha fatto appassionare a questo gioco, era vedere tutti quei CAMPIONI nelle squadre di serie A: quei CAMPIONI che facevano grandi le loro squadre e a cui i tifosi si abbracciavano ogni domenica e che, con il loro esempio, trasmettevano sapienza, sicurezza, professionalità ed insegnamento ai più giovani.

Ricordo un Baresi, Tassotti, Ferrara, Maldini, Zenga, Donadoni, Zola, lo zio Bergomi, Baggio, Signori...ed altri forse meno ricordati che per me erano CAMPIONI lo stesso come Costacurta, Casiraghi, Albertini, De Napoli, Giordano, Carnevale, Pagliuca, Sebastiano Rossi , Galli, Bagni,.

Per me tutti CAMPIONI. Tutta gente che, mi chiedo, nel calcio di oggi quanto avrebbe dovuto guadagnare, tutta gente che per me ha fatto il calcio degli ultimi 30 anni e che verrà ricordata molto di più di tanti ragazzi bravi di oggi.

Il calcio a modo loro era giocare e divertirsi, sacrificarsi e "lottare" per i colori che portavano indosso, perchè ci credevano. Io sono cresciuto pensando e credendo anche in loro, nel loro modo di "divertirsi".

La paura è che giocatori come loro non torneranno più e che molti non riusciranno a vivere quello che ho vissuto io.

Quando Paolo Maldini lasciò il calcio giocato, quello è stato l'ultimo mio ricordo di un calcio andato...l'ultimo mio ricordo di quando ero bambino e giravo per le strade vestito del mare e del cielo.

Spero di poter riuscire a trasmettere parte di queste emozioni alle persone che incontro ogni giorno sui campi di calcio, sui quei campi di calcio che ho scelto di solcare anche per fare questo.

Mi scusino MARADONA, PLATINI, VAN BASTEN, GULLIT. Voi siete eterni, perchè non sarete mai ricopiabili.

Cristiano Giannotti

mercoledì 24 novembre 2010

Intervista ad Alessia Tuttino


Alessia Tuttino, calciatrice italiana che gioca come mediano nella Roma, ha rilasciato in ESCLUSIVA per l’apams un’intervista prima di partire per gli Stati Uniti, dove insieme alla nazionale italiana di calcio femminile, il prossimo 27 novembre, disputerà la partita di ritorno per la qualificazione ai mondiali. 

La giocatrice si è messa a nudo parlandoci di lei, di come è nata la sua grande passione per il calcio, dei momenti più belli e più difficili che ha dovuto affrontare durante la carriera e di tutto quel che pensa del mondo del calcio in Italia. 

Alessia  è nata a Udine il 15 marzo 1983, e gioca anche con la maglia della nazionale, dove con grande qualità e spirito di sacrificio, ha saputo realizzare reti spettacolari.
Alessia inizia la sua carriera calcistica all'età di 7 anni con i pulcini e gli esordienti della squadra di calcio di Basiliano, mettendosi in luce anche con compagni e rivali dell'altro sesso. A 14 anni inizia la sua avventura nel calcio femminile con la maglia del Tenelo Club Rivignano, con il quale gioca i campionati di Serie C e Serie B. All'età di 18 anni, nel 2001, avviene il grande salto che la legherà al calcio femminile di Verona e provincia, ovvero il passaggio al Foroni Verona, dove gioca per una stagione prima di passare al Bardolino. Con la maglia del Bardolino vince tutto a livello nazionale e si conferma come colonna del club benacense e della nazionale italiana.

Com’è nata la tua passione per il calcio? 

Era già dentro di me, se si può dire così, anche perché avevo mio fratello più grande che già giocava a calcio. Fin dall’asilo non ho mai giocato con le bambole, ma il mio gioco preferito era il pallone. Direi che è stato un amore a prima vista.

A che età hai iniziato a giocare?

Ho iniziato a giocare a sette anni insieme ai maschietti. Ho giocato in tutte le categorie fino agli esordienti e i giovanissimi. Fino ai quattordici anni sono stata con i ragazzi, anche perché prima non avrei potuto giocare con le ragazze, e poi a quattordici anni sono passata ad una squadra di calcio femminile.

Qual è stata la prima squadra in cui hai giocato?

E’ stata una squadra di Udine che si trovava dove abitavo, a Rivignano, era una squadra di serie C, poi passata in serie B. Sono stata con loro 4 anni e poi sono stata acquistata dal Foroni Verona,che adesso non esiste più. Adesso gioco nel Bardolino.

Ti è mai capitato di esserti pentita di avere scelto questa carriera?

Assolutamente no! La passione è talmente tanta che quello che mi piace fare è giocare a calcio, anche se a volte penso a quello che farò in futuro, perché il calcio è una parentesi che può durare tanto come poco. Noi calciatori in mano, di materiale intendo, non abbiamo molto, quindi si possono fare delle scelte a livello lavorativo o di studio diverse.

Quando smetterai di giocare cosa ti piacerebbe fare?

In questi anni mi sono laureata in Scienze motorie e mi piacerebbe prendere un’altra laurea, quindi vorrei continuare gli studi in fisioterapia. Per ora l’impegno calcistico è tanto e quindi non lavoro a tempo pieno, ma la mia idea per il futuro ce l’ho!

Quali sono le tue prossime ambizioni calciastiche?

Se ci riusciamo, sarebbe bellissimo andare al mondiale con la nazionale, anche perché non ne ho mai giocato uno. Proprio sabato 27 novembre giocheremo la partita di ritorno con gli Stati uniti per la qualificazione al mondiale.

Ricordi un momento particolarmente difficile che hai dovuto affrontare durante la tua carriera?

Beh sicuramente l’infortunio grave che ho avuto nel 2005 quando ho rotto il crociato. Ciò non mi ha permesso di andare a giocare quello che sarebbe stato il mio primo Europeo.

Qual è stato il momento più bello della tua carriera?

I ricordi più belli sono legati a delle vittorie. Col Bardolino in particolare la semifinale di Champions League, dove abbiamo giocato davanti a quindici mila spettatori, ed è stata un’emozione grandissima. Invece con la nazionale uno dei momenti più belli è stato un mio goal che l’anno scorso ci ha permesso di vincere la partita dell’Europeo contro l’Inghilterra, un 2 a 1 su un mio goal da 30 metri.

E un momento deludente?

Il primo che mi viene in mente risale all’anno scorso, agli Europei contro la Germania abbiamo perso immeritatamente per 2 a 1 la partita che ci avrebbe  portato in semifinale.

Credi che in Italia ci sia interesse per il calcio femminile come per il calcio maschile? Se così non è, secondo te perché?

L’interesse sicuramente non è proporzionato. Si tratta di due mondi totalmente diversi, pur giocando sempre a calcio, per cui le regole, il pallone, il tempo di durata sono uguali, ma sicuramente l’interesse per il calcio maschile è maggiore, anche perché vi ruotano intorno maggiori interessi economici e perché a livello di società il calcio è visto come uno sport prettamente maschile. Devo essere sincera: negli ultimi anni c’è stato un maggiore interesse per il calcio femminile. L’ideale sarebbe che le società di calcio maschile avessero un settore dedicato al calcio femminile, per dare non solo una maggiore sicurezza economica alle calciatrici, ma anche la possibilità di potersi allenare in strutture più adeguate, e anche in caso di infortuni avere delle strutture che permettono un recupero più rapido.

Il calciatore viene spesso visto come una persona privilegiata, con un grande rilievo sociale. Credi sia uno stereotipo? Tu come vivi questa cosa?

Noi calciatrici sinceramente non viviamo questa cosa, anche perché se giri per le strade non ti fermano, non ti riconoscono. Magari per il calciatore è diverso, perché chiunque, dal ragazzino alla persona più anziana, lo riconosce.

Se fosse in tuo potere farlo, cambieresti qualcosa di ciò che regola il mondo del calcio?

Sicuramente sì! Essendo una donna cambierei il mondo di pensare e vedere le cose, perché il calcio è calcio a prescindere dal sesso del giocatore. Non c’è differenza, se non quelle fisiologiche che ci sono sempre tra uomo e donna. Il calcio è uguale per tutti!

Valentina Capezzuto

venerdì 12 novembre 2010

La testa nel pallone!



Si apre ufficialmente un nuovo mese dedicato al calcio....ancora una volta diamo la possibilità a tutti i nostri amici di scrivere articoli, inviarci video, foto, curiosità sull’argomento. I materiali più interessanti saranno pubblicati sul blog per discuterne anche insieme ai nostri esperti.
Non importa essere degli atleti professionisti per partecipare. Vogliamo condividere con voi l'amore per lo sport e conoscere meglio il mondo di chi ha fatto del calcio la sua passione più grande, o semplicemente lo segue alla tv.
Potete scriverci all'indirizzo info@apams.eu ...sarete voi i nostri autori! Allora tutti pronti per metter la TESTA NEL PALLONE???

lunedì 4 ottobre 2010

La massina performance di Cristiano Giannotti

Oggi mi va di parlare di cosa è la performance per un atleta e da cosa viene influenzata.
In questi giorni mi trovavo, dopo una gara, a discutere con un mio atleta di cosa fosse la performance, e su quali fattori essa si basi.
Spesso, per un calciatore, o un atleta di sport aciclico, la massima performance è molto difficile da raggiungere, ma ancora più difficile, una volta raggiunta, restarci.
Notavo che l'atleta con cui parlavo, non riusciva ad esprimere con chiarezza quale fosse il motivo delle sue ultime prestazioni non al top rispetto al recente passato.
Ancor più difficile era fare un quadro chiaro del momento per spiegare e capire quali ne fossero le cause.
Diciamo che la massima performance, che non è quantificabile con nessun test nè fisico nè tecnico, viene raggiunta da una serie di fattori, tra cui anche la forma atletica.
Per essere al quanto pratici io inserirei 4 fattori che influiscono sulla massima performance, e cioè:

- La condizione mentale;

- Forma fisica;

- Status emotivo generale pre - gara;

- Motivazioni alla massima prestazione in campo.

Condizione mentale: è innegabile che vivere nel periodo agonistico una buona condizione mentale di serenità e tranquillità, favorisce in modo positivo l'approccio allo sforzo fisico e ad uno stato di "accettazione" alle proposte di carico fisico e tecnico. Lo stress, ad esempio, dovuto a diversi fattori personali (analizzabili e discutibili con lo stesso giocatore) influisce sulla volontà e sulla lucidità nell'essere "presenti" alle esercitazioni e alle partite la domenica. Perchè, se ci riferiamo a massima performance, dobbiamo intendere quella condizione che ci permette di eseguire giocate e prestazioni che ci fanno andare al di sopra delle nostre comuni e solite capacità, senza dover "spendere" energie aggiuntive a volte riducendo anche lo sforzo agonistico.

Forma fisica: non spendo molte parole per la forma fisica, perchè è scontato che avere una buona forma fisica, e non mi riferisco all'eccellenza atletica, fa da corollario a tutte le altre condizioni che ho elencato. Fatto sta che, contemporaneamente, la forma fisica spesso è influenzata dalle altre condizioni, le quali se mancano non permettono la massima predisposizione all'allenamento settimanale.

Status emotivo generale e pre-gara: a mio modesto parere, forse lo stato emotivo di un giocatore è quello che influisce di più sulla prestazione e sull'allenamento. E' risaputo che un non ottimo stato di serenità o di turbamento interiore e affettivo ha delle enormi ripercussioni sull'attività agonistica, sin anche alla sospensione temporanea dell'attività nei casi più gravi. Per un tecnico e per lo staff è fondamentale capire ed osservare anche questa evoluzione di un proprio atleta e riuscire a comunicare con lui. Non considerare questo aspetto e continuare a "pretendere" un certo tipo di allenamento può portare ad un calo di prestazione.

Motivazione alla massima performance: questa è una di quelle condizioni che secondo il mio parere determina la massima performance: la volontà di raggiungerla. Ritengo che l'aspetto volitivo e la coscienza di voler arrivare a certi risultati possa anche aiutare a migliorare le altre condizioni. Un aspetto, infatti, importante dello staff tecnico è capire la determinazione di un proprio calciatore e cercare di esaltarlo quando questi è in fase anabolica in senso generale.
Da qui, l'aspetto della comunicazione con i propri atleti riveste un ruolo importante.

Su questo argomento della performance mi piacerebbe avviare un confronto e un piccolo dibattito con i lettori del blog e con chi ne è direttamente coinvolto.
E' ben accetta l'analisi di altri aspetti che ho ritenuto "secondari" a favore di questi.

Cristiano Giannotti

lunedì 27 settembre 2010

Il blog dell' A.P.A.M.S.



Benvenuti al blog ufficiale dell'a.p.a.m.s. (Associazione per la Preparazione Atletica e la Medicina dello Sport). Questa associazione si occupa di diffondere un messaggio di promozione alla attività fisica sportiva, sia essa agonistica o amatoriale, attraverso la tutela della propria salute e la ricerca della miglior crescita psico - fisica dell'atleta. L'apams mette a disposizione tutta la conoscenza e i mezzi dei propri associati, che sono esperti di settore medico - sportivo, affinchè ogni associato possa trovare la miglior strada e nella massima tutela fisica, il miglior modo per praticare sport.
In attesa del sito ufficiale (www.apams.eu) attraverso questo blog, le nostre attività e iniziative verranno condivise in queste pagine per trovare anche un primo dibattito e scambio di idee su quelle che sono le iniziative dell'apams e le curiosità di ogni atleta o amante dello sport.
Siamo presenti anche su Facebook, diventa fan se ne condivi lo spirito.